E LA NAVE NON VA
Scritto da: Deborah Di Francesco, Costanzo Salatiello e gli allievi attori detenuti
In scena: gli allievi attori detenuti della compagnia dei “Nonvolevanoscendere” Alta Sicurezza Reparto Tirreno; Paola Cervo, Giudice presso il Tribunale di Sorveglianza di Napoli; gli attori professionisti de La Nuova Comune APS
Con la partecipazione degli allievi detenuti dei corsi riconosciuti dalla Regione Campania di Costumeria, Scenografia e Operatore ripresa e montaggio
Docenti corsi e Artisti: Deborah Di Francesco, Valentina Coppola, Josepha Pangia, Costanzo Salatiello, Tommaso Caruso, Stefania Romagna, Salvatore De Chiara
Navigano da due anni. Hanno attraversato mari, tempeste e notti interminabili. Tutto sembra procedere secondo rotta. Eppure, la nave non arriva mai. I giorni si assomigliano, le parole si ripetono, i gesti diventano rituali. La paura del mare convive con il desiderio di raggiungere la riva; la fede discute con la ragione, la memoria con il presente, la solitudine con il bisogno disperato di sentirsi parte di un equipaggio. perso in mare aperto da due anni, l’equipaggio della nave Il Baiocco cerca disperatamente una riva.
Definire i personaggi “insoliti” è un eufemismo: tra di loro – per dirne solo alcuni – troviamo un capitano che ha paura del mare, un medico che ha paura degli aghi, un imam che parla napoletano e un macchinista che crede di parlare con la terraferma da una radiolina senza filo.
Come se non bastasse essere dispersi in mare aperto, una tragica illusione si abbatte su di loro ogni giorno: in un momento preciso della notte, davanti a loro si accende un faro, un faro che sa di terraferma, che sa di casa; ma proprio quando la luce si fa più intensa e la fine di quel viaggio sembra ormai vicina, il faro si spegne, lasciandoli nuovamente in balia del buio, del mare aperto, e della polvere…e quando questo movimento sembra ripetersi all’infinito, all’equipaggio resta solo da impazzire. Polvere…solo polvere.
“Mi chiedo se sulla spiaggia del porto sia già sbucata quella piccola isola di sabbia che tante volte ho chiamato ‘casa’”
INGRESSO GRATUITO